Sound Design

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La storia della musica elettronica è anche la storia dell’evoluzione dei dispositivi e delle tecnologie che hanno reso possibile trattare il “suono” a tutti gli effetti come un mezzo di espressione artistica. Da questo punto di vista è importante considerare le tecnologie del suono come un campo di indagine da un lato scientifica e dall’altro artistica.

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Le tecnologie legate alla registrazione e riproduzione del suono sono state inizialmente meccaniche e successivamente elettriche ed elettroniche. Il Novecento è il secolo in cui nasce la musica elettronica e poi l’informatica musicale e il suono elettronico, prima esclusivamente analogico, diventa poi anche digitale.

A partire dalla fine degli anni ’90 del Novecento la diffusione esponenziale dei personal computer e la crescente diffusione di schede audio di buona qualità ha determinato la rapida crescita dell’utilizzo di strumenti software per la generazione e l’elaborazione del suono. I vantaggi offerti dalle soluzioni software sono stati numerosi e di varia natura: la facilità di controllo e di utilizzo, i prezzi contenuti rispetto ai dispositivi hardware, la smaterializzazione legata al passaggio dall’hardware al software. Allo stesso tempo questa trasformazione ha anche introdotto degli svantaggi legati alla diversa qualità del suono tra analogico e digitale e alla perdita dell’interazione fisica con i dispositivi.

Negli ultimi anni si sta rilevando un forte ritorno all’uso di sintetizzatori analogici d’epoca e di nuova produzione (Interassante questo articolo a riguardo: 2016, i synth hardware mettono il software alle corde – Strumenti Musicali). A questa tendenza, i produttori stanno rispondendo rimettendo in produzione alcuni modelli fuori produzione o sviluppando nuovi prodotti analogici capaci di soddisfare questa domanda. Tutto ciò pone problematiche legate all’interfacciamento tra le varie macchine (specie per quelle più datate) e al controllo mediante apparati esterni (sequencer, computer,…).

La nuova frontiera che sembra oggi molto interessante su cui Artis Lab sta puntando è un ritorno al passato aggiornato e sviluppato dalle attuali tecnologie di facile uso e a basso costo. La diffusione, ormai pervasiva di microcontrollori e di minicomputer, la nascita di campi di ricerca come il Physical Computing e l’Internet of Things (IoT)  rendono possibile pensare nei prossimi anni a una vasta diffusione di tecnologie analogiche controllate attraverso dispositivi digitali capaci di dialogare e interagire tra di loro anche attraverso la rete.

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